Dagli inizi...

I primi testi che si possono considerare di storia della tecnologia erano in realtà principalmente dedicati alla storia delle manifatture (un genere che nel Novecento è diventato un campo d'indagine proprio degli storici dell'economia) quali, per esempio, i due volumi di J.F. D'Aubisson, Des Mines de Freiberg (1802) e l'opera di P. Barlow Treatise on the Manufactures and Machinery of Great Britain (1836). All'inizio dell'Ottocento spesso le guide al fun zionamento di particolari tipi di macchine, come il lavoro di J. Farey Treatise on Steam Engine (1827), contenevano ampi resoconti del loro sviluppo storico. Molto successo nell'età del positivismo ebbero le biografie di grandi tecnici e inventori, quasi sempre di taglio divulgativo, che presentavano l'immagine romanzata del tecnico quale eroe del progresso umano ma che fornivano anche interessanti ragguagli storici. I tre volumi di S. Smiles, Lives of the Engineers (1861) costituiscono uno degli esempi più significativi di questa letteratura. A partire dalla storia delle invenzioni di J. Beckman (Beiträge zur Geschichte der Erfindungen, 1784-1805) si sviluppò anche una storiografia dedita espressamente all'invenzione e allo sviluppo di particolari tipi di congegni, una storia internista che si è progressivamente ampliata in modo gigantesco fino a coprire ogni immaginabile specie di macchinari. Il periodico in cui ha trovato la sede più adatta questa storiografia è la rivista inglese "Transactions of the Newcomen Society", nata nel 1920.