Concetto di tempo
in geologia
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Il concetto
di tempo in geologia è un argomento complesso in quanto non è quasi mai
possibile determinare l'età esatta di un corpo geologico o di un fossile. Molto
spesso le età sono relative (prima di..., dopo la comparsa di...) o presentano
un margine di incertezza, che cresce con l'aumentare dell'età dell'oggetto. Sin
dagli albori della geologia e della paleontologia si è preferito organizzare il
tempo in funzione degli organismi che hanno popolato la Terra durante la sua
storia: il tempo geologico ha
pertanto struttura gerarchica e la gerarchia rappresenta l'entità del
cambiamento nel contenuto fossilifero tra un età e la successiva. Solo nella
seconda metà del ventesimo secolo, con la comprensione dei meccanismi che
regolano la radioattività si è iniziato a determinare l'età delle rocce
fisicamente. La precisione massima ottenibile non potrà mai scendere al di
sotto di un certo limite in quanto i processi di decadimento atomico sono
processi stocastici e legati al numero di atomi radioattivi presenti
all'interno della roccia nel momento della sua formazione. Le migliori
datazioni possibili si attestano sull'ordine delle centinaia di migliaia di
anni per le rocce con le più antiche testimonianze di vita (nel Precambriano)
mentre possono arrivare a precisioni dell'ordine di qualche mese per rocce
molto recenti. Un'ulteriore
complicazione è legata al fatto che molto spesso si confonde il tempo geologico
con le rocce che lo rappresentano. Il tempo geologico è un'astrazione, mentre
la successione degli eventi registrata nelle rocce ne rappresenta la reale
manifestazione. Esistono pertanto due scale per rappresentare il tempo geologico,
la prima è la scala geocronologica, la seconda è la scala cronostratigrafica.
In prima approssimazione comunque, le due scale coincidono e sono
intercambiabili. |
